L’Ipotiroidismo è una patologia molto frequente nel mondo occidentale. Interessa infatti circa il 3,5% delle donne e lo 0,6% degli uomini. Trovare le soluzioni giuste per gestirlo e stare bene è fondamentale per poter avere una vita equilibrata e soddisfacente. Questo è il motivo per cui ti propongo questo articolo sull’ipotiroidismo e dieta: le 7 soluzioni che devi conoscere.
In particolare, leggerai:
- Tiroide
- Funzioni della tiroide
- Disfunzioni della tiroide
- Ipotiroidismo: cos’è
- Cause di ipotiroidismo
- Ipotiroidismo sintomi
- Ipotiroidismo e dieta: le 7 soluzioni che devi conoscere.
Tiroide
Prima di leggere quali sono le 7 soluzioni che devi conoscere per gestire l’ipotiroidismo, è opportuno che tu conosca la tiroide.
La tiroide è una ghiandole endocrina posta nel collo, ai lati della trachea. È formata da due lobi congiunti da un istmo. Si potrebbe pensare ad una farfalla posta sul collo.
A monte, essa è collegata con l’Ipofisi, piccola ghiandola unita alla parte ventrale dell’Ipotalamo. Dall’Ipotalamo, attraverso l’ormone tireotropo o TSH (Thyroid Stimulating Hormone), riceve gli stimoli per le sue funzioni.
La tiroide può presentare delle patologie, come per es. ipotiroidismo, ipertiroidismo, crescita anomala, tumori.
Funzioni della tiroide
Le funzioni della tiroide sono molteplici. Come ogni ghiandola e struttura del corpo, la Tiroide è collegata a tutto l’organismo attraverso input e output che garantiscono la corretta funzionalità dell’organismo. Di seguito scopri quali sono le sue funzioni.
Sviluppo scheletrico fetale
La tiroide contribuisce allo sviluppo scheletrico del feto.
Sviluppo cerebrale del feto e del lattante
Gli ormoni tiroidei garantiscono il corretto sviluppo del cervello e delle strutture nervose del feto e del lattante. Un malfunzionamento della tiroide nella donna incinta può avere delle conseguenze molto dannose sul feto.
Metabolismo energetico e consumo di ossigeno
Gli ormoni tiroidei sono molto attivi a livello della catena respiratoria mitocondriale. Sono consideranti “agenti disaccoppianti” in quanto sono in grado di aumentare la spesa di ossigeno e la produzione di calore dalle molecole energetiche. Il cosiddetto “metabolismo veloce” è collegato alla capacità dissipativa dell’organismo (dissipare l’energia sottoforma di calore) e quindi all’efficacia degli ormoni tiroidei. Nella nostra società è considerato un fattore favorevole, ma biologicamente non lo è in quanto potrebbe compromettere la sopravvivenza della specie, in caso di carestia.
Termogenesi
La conseguenza del punto precedente è che, in ragione della dissipazione di energia dei nutrienti sottoforma di calore, viene mantenuta adeguatamente la corretta temperatura corporea.
Metabolismo glucidico:
Gli ormoni tiroidei favoriscono l’assorbimento degli zuccheri assunti con l’alimentazione e potenziano l’effetto dell’insulina. Se gli ormoni tiroidei sono carenti le scorte di zucchero vengono immagazzinate sotto forma di depositi (glicogeno).
Metabolismo proteico
Gli ormoni tiroidei, in quantità adeguate, favoriscono la produzione di proteine, portando alla formazione di muscoli e apparati. Se gli ormoni tiroidei sono in eccesso, si verifica un catabolismo, cioè distruzione della massa proteica.
Metabolismo lipidico
Il corretto assetto lipidico dell’organismo viene mantenuto in equilibrio attraverso gli ormoni tiroidei. Se però c’è un difetto di ormoni tiroidei, si una maggiore sintesi di tessuto adiposo (lipogenesi) e aumento della massa grassa.
Effetti sul sistema cardiovascolare (inotropo e cronotropo positivi)
L’effetto inotropo si manifesta nella buona capacità di contrazione del cuore. Se gli ormoni tiroidei sono scarsi, il cuore si contrae con meno forza. L’effetto cronotropo è legato all’aumento del ritmo di scarica del nodo seno-atriale (aumento della frequenza cardiaca). Se gli ormoni tiroidei sono scarsi, la frequenza cardiaca diminuisce.
Effetti sul sistema endocrino
Nelle donne provoca mancanza dell’ovulazione e disturbi del ciclo mestruale (in articolare emorragia).
Effetti sull’apparato respiratorio
Quando si crea una carenza di ossigeno e un aumento di anidride carbonica, gli ormoni tiroidei attivano la corretta risposta ventilatoria.
Effetti ematopoietici
Gli ormoni tiroidei contribuiscono alla produzione delle cellule del sangue, attraverso la stimolazione della sintesi dell’eritropoietina.
Effetti sull’apparato riproduttivo
Gli ormoni tiroidei garantiscono lo sviluppo di ovaie e testicoli, regolarità del ciclo mestruale e della spermatogenesi. Se gli ormoni tiroidei sono scarsi, si ha una diminuzione della fertilità.
Stimolano la produzione dell’ormone della crescita (GH)
L’ormone della crescita (GH) stimola l’accrescimento dei tessuti. Ha questa funzione dalla nascita fino al termine della crescita. Nell’età adulta serve a controllare il metabolismo di carboidrati, grassi e proteine.
Aumento del flusso renale e della filtrazione glomerulare
Sostiene i reni a svolgere la loro funzione di filtrazione dei liquidi.
Come vedi, le sue funzioni sono fondamentali per l’organismo! Per questa ragione ti invito a scoprire le 7 soluzioni che devi conoscere per gestire l’ipotiroidismo e dieta.
Disfunzioni della tiroide
Le disfunzioni della tiroide sono dovute principalmente a:
- Ipotiroidismo: leggi il paragrafo seguente sull’ipotiroidismo
- Ipertiroidismo: si ha quando gli ormoni tiroidei vengono prodotti in quantità maggiore del normale. Gli effetti sono: aumento del metabolismo basale (maggior consumo di calorie), perdita di peso, ansia, tachicardia, ingrossamento della ghiandola, insonnia, tremore alle mani, etc.
- Gozzo: consiste nell’ingrossamento della ghiandola tiroide. Può essere dovuto alla carenza di iodio, a malattie autoimmuni (tiroidite di Hashimoto, malattia di Graves, etc.). Inoltre, può essere dovuto all’assunzione di particolari farmaci o all’abitudine di ingerire esagerate quantità di cibo
- Noduli alla tiroide
- Carenza di iodio: lo iodio è il costituente essenziale degli ormoni tiroidei. La carenza di iodio compromette la funzione tiroidea e rappresenta uno dei più vasti problemi di salute pubblica in tutto il mondo. Si stima infatti che 1,5 miliardi di persone nel mondo sono esposte al rischio di malattie derivanti dalla carenza di iodio. Il problema è stato affrontato anche dal punto di vista legislativo. La legge 55 del 21 marzo 2005 descrive quali sono le “Disposizioni finalizzate alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica”. La carenza di iodio si traduce in quadri morbosi come gozzo, aborto, mortalità perinatale, cretinismo, ipotiroidismo, difetti psicomotori, ritardo di sviluppo psicosomatico
- Carenza di selenio: il selenio è un altro elemento importante per il metabolismo degli ormoni tiroidei. La sua carenza può causare tiroidite cronica autoimmune, malattia di Basedow, orbitopatia di Graves, Tireopatia nodulare, carcinoma della tiroide.
Ipotiroidismo: cos’è
L’ipotiroidismo è una patologia dovuta all’incapacità della tiroide di produrre gli ormoni tiroidei T3 e T4, in quantità adeguate all’organismo. Oppure, può essere dovuta alla resistenza dei tessuti dell’organismo all’azione degli ormoni tiroidei. Questo comporta una carenza delle funzioni degli ormoni tiroidei, quindi un rallentamento/disequilibrio di tutti i processi metabolici che hai potuto leggere nel paragrafo “Funzioni della tiroide”.
Per questi casi, qui trovi le 7 soluzioni che devi sapere per gestire l’ipotiroidismo e dieta.
Cause di ipotiroidismo
Le cause dell’ipotiroidismo possono essere:
- carenza di iodio: è la principale causa di ipotiroidismo
- malattie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto
- carenza di selenio
- rimozione chirurgica della ghiandola tiroide (tiroidectomia)
- terapia con iodio radioattivo
- l’uso di alcuni farmaci, come litio, amiodarone, etc.
- malfunzionamento dell’ipofisi (ghiandola che regola la tiroide) con incapacità di produrre l’ormone TSH (ormone tireostimolante)
- malattie congenite: l’incidenza dell’ipotiroidismo congenito varia da 1/2000 a 1 su 4000 nei neonati. È presente fin dalla nascita e può derivare da un assetto genetico predisponente o dalla grave carenza di iodio nell’alimentazione della madre durante la gravidanza.
Ipotiroidismo sintomi
I sintomi dell’ipotiroidismo possono essere:
- stanchezza: la carenza degli ormoni tiroidei causa un rallentamento del metabolismo con diminuzione di energia disponibile
- sonnolenza
- aumento di peso o incapacità a perdere peso nonostante il trattamento dietetico: in carenza di ormoni tiroidei i nutrienti tendono a immagazzinare sottoforma di depositi
- frequenza cardiaca rallentata a causa dello scarso effetto inotropo e cronotropo
- indebolimento a livello muscolare, crampi: a causa del debole metabolismo proteico dovuto alla carenza degli ormoni tiroidei
- secchezza e pallore della pelle
- capelli sottili e fragili
- voce rauca
- volto e palpebre gonfie
- stitichezza
- sensibilità al freddo in ragione della debole termogenesi
- perdita di memoria
- difficoltà alla concentrazione
- rallentamento dell’eloquio
- depressione
- polimenorrea (ciclo mestruale più breve di 28 giorni)
- ciclo mestruale irregolare: gli ormoni tiroidei hanno effetti sull’ovulazione
- colesterolo alto
- negli anziani: decadimento neurocognitivo.
- nei bambini: rallentamento della crescita strutturale e neurocognitiva. È importantissimo cogliere i sintomi di ipotiroidismo congenito nei neonati. Un ritardo nella diagnosi può causare un rallentato sviluppo del sistema nervoso centrale con possibili deficit cognitivi. È nota una forma di ritardo mentale, detta cretinismo, dovuta alla carenza di questi ormoni.
L’ipotiroidismo congenito può manifestarsi con:
- Ittero
- Difficoltà nella respirazione
- Pianto rauco
- Disturbi della suzione
- Ingrossamento della lingua
- Costipazione
- Difficoltà a mantenere la testa eretta e posizione seduta
- Ritardo della crescita ossea.
Ipotiroidismo e dieta: le 7 soluzioni che devi conoscere
La dieta nel caso dell’ipotiroidismo gioca un ruolo fondamentale per permettere alla tiroide di funzionare al meglio. Inoltre, nel caso di terapia farmacologica, è fondamentale per ottimizzare l’efficacia dei sostitutivi sintetici degli ormoni tiroidei.
Ecco quali sono le 7 soluzioni che devi conoscere per l’ipotiroidismo e dieta!
1° Soluzione: Adeguato apporto di iodio
La tiroide ha bisogno di iodio per funzionare bene. Considera inoltre che il fabbisogno giornaliero di iodio è di:
- 40 μg/die per neonati
- 70 μg/die per bambini di 1-3 anni
- 90 μg/die per bambini di 4-6 anni
- 120 μg/die per bambini di 7-10 anni
- 150 μg/die per l’adulto
- 200 μg/die in allattamento e gravidanza.

Fonti di iodio sono: uova, cereali e latte vaccino. Puoi trovare importanti quantità di iodio anche in crostacei, pesce di mare e molluschi. Tuttavia, lo iodio introdotto con l’alimentazione potrebbe non essere sufficiente: in tal caso è raccomandato un aumento del consumo di sale iodato, ovvero arricchito con iodio, per compensarne la carenza. Secondo la legge n.55 del 21/03/2005, ogni punto vendita ha l’obbligo di fornire sale iodato, mentre la fornitura di sale comune può essere fatta solo su specifica richiesta del consumatore.
Inoltre, è opportuno evitare gli alimenti gozzigeni, che interferiscono con l’assorbimento dello iodio. Essi sono gli alimenti della famiglia delle Crucifere (colza, cavoli, broccoli, verze, broccoletti di Bruxelles, rape, crescione, rucola, ravanello, rafano). Altri alimenti gozzigeni sono: soia, spinaci, miglio e lattuga.
Ricordati che parte dell’attività gozzigena di questi alimenti viene neutralizzata dalla cottura.
Anche alcuni additivi alimentari, come i nitrati, ostacolano l’assunzione di iodio da parte della tiroide. Essi possono essere presenti nel pesce, nelle carni conservate e nelle verdure a foglia, come spinaci, bieta, rucola lattuga, etc.
2° soluzione: Dieta antinfiammatoria
Evita o riduci drasticamente tutti gli alimenti infiammanti. Questi sono:
- zuccheri raffinati (zucchero da tavola, fruttosio, bevande zuccherate, dolciumi, etc.)
- alcol-etanolo
- eccesso di salumi, carne, latticini
- eccesso di caffè e sostanze nervine
- farine bianche raffinate; preferire i cereali integrali
- cibi ultraprocessati (oli raffinati, alimenti confezionati a lunga scadenza, etc.);
- in molti casi, il glutine (frumento, farro, kamut, segale, avena, etc.)
Assumi alimenti ricchi di antiossidanti: frutti rossi, melograno, pomodori, carote, spinaci, olio extra vergine di oliva.
Bevi un’adeguata quantità di acqua.
3° soluzione: Assumi adeguate quantità di alimenti antiossidanti ricchi in selenio
Il selenio è un oligoelemento, fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei. Il selenio infatti compone in parte diversi enzimi che regolano la produzione dii questi ormoni, in particolare la conversione del T4 in T3. Inoltre, svolge un’azione antiossidante, fondamentale per contrastare i fenomeni infiammatori anche della tiroide.
Un corretto apporto di questo oligoelemento è quindi fondamentale per la funzione della tiroide.
Cibi ricchi di selenio sono: noci del Brasile, pesce, crostacei, molluschi, carne (manzo, tacchino, pollo, etc.), frattaglie, uova, riso integrale, legumi, cetrioli, funghi, aglio, cipolle, etc.
4° soluzione: Adeguato apporto di Vitamina D
La carenza di vitamina D è stata correlata all’aumento di rischio di ipotiroidismo. La cosa prioritaria se tu hai questo tipo di problema è di esporre la pelle al sole. Secondariamente, puoi consumare cibi ricchi di vitamina D: tuorlo d’uovo, latte, burro, fegato, aringa, salmone, sardine, tonno, sgombro, olio di pesce, funghi e alghe.
5° soluzione: Consuma cibi che abbiano una densità calorica controllata
Evita l’eccesso di calorie, quindi cerca di seguire una dieta leggera e varia. Ricordati di leggere bene le etichette di ciò che acquisti: i valori nutrizionali sono fondamentali per conoscere il reale potere calorico di un alimento.
6° soluzione: Attentə a ciò che può interferire con i farmaci
Se stai prendendo dei sostitutivi sintetici degli ormoni tiroidei, prescritti dal medico, stai attentə a ciò che può interferire con questi farmaci
- alcuni cibi (ad esempio: soia, cibi ricchi di fibra alimentare, cavoli, cavolfiori, etc.)
- alcuni integratori alimentari (calcio, ferro, etc.)
- altri farmaci (inibitori della pompa protonica, antiacidi, etc.).
Ti consiglio quindi di informare sempre il tuo medico se fai uso di integratori o altri farmaci.
7° soluzione: Fai attività fisica aerobica
Per quanto riguarda il tuo stile di vita a 360°, fai attività fisica aerobica.
L’ossigenazione aiuta ad eliminare le tossine e l’attività fisica farà circolare meglio il sistema linfatico. Questo porterà ad una diminuzione dell’infiammazione e ad un maggior dispendio energetico, utile quando il metabolismo è rallentato.
Ovviamente, queste sono indicazioni generali. Ti invito a consultare un professionista dell’alimentazione per una dieta personalizzata. In questo modo, si terrà in considerazione tutte le tue specifiche tematiche, la tua situazione attuale e il tuo stile di vita.
Conclusioni
Oltre alle soluzioni sulla dieta e sullo stile di vita adatti ad uno stato di ipotiroidismo, vorrei concludere dandoti degli spunti di riflessione…
Secondo il Grande Dizionario della Metamedicina di Claudia Rainville, l’ipotiroidismo può esprimere una condizione di scoraggiamento. “A che pro?”, “Non ci riuscirò”, “Nessuno mi capisce!”.
Oppure, può essere legato ad un senso di colpa per il fatto di vivere. “Porto un senso di colpa che non ho mai osato rivelare?”.
Un altro significato è il rancore trattenuto, nei confronti di qualcuno. “Nutro rancore nei confronti di una persona?”.
Credo che sia fondamentale chiedersi sempre qual è la nostra responsabilità rispetto a quello che ci succede, rispetto ai sintomi che il nostro corpo manifesta…
Un sintomo è un segnale del tuo corpo, un telefono che squilla per dirti qualcosa.
È forse ora che tu cambi una tua modalità? che tu risolva una situazione? oppure che tu sciolga un nodo, dentro di te, che inconsapevolmente ti trattiene?…
Puoi pensarci…
Ti suggerisco alcune letture di approfondimento:
- Appunni, S., Rubens, M., Ramamoorthy, V. et al. Association between vitamin D deficiency and hypothyroidism: results from the National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) 2007–2012. BMC Endocr Disord 21, 224 (2021). https://doi.org/10.1186/s12902-021-00897-1
- Claudia Rainville, Il Grande Dizionario della MetaMedicina – Guarire interpretando i messaggi del corpo. Amrita Edizioni, 2024.

