Il ruolo dell’alimentazione nel trattamento dei tumori è fondamentale. Esistono alcuni alimenti o stili alimentari in grado di compromettere lo sviluppo tumorale, mentre altri lo possono favorire.

La dieta chetogenica ha dimostrato di essere una valida terapia dietetica per la cura del tumore, in particolare se abbinata alla chemioterapia e radioterapia.

La dieta chetogenica, infatti, è in grado di “affamare” il tumore, sfruttando il punto debole delle cellule tumorali: la loro dipendenza dagli zuccheri/carboidrati.

Nella chetogenica la quantità di carboidrati prevista è molto bassa, come vedremo di seguito. Privando la cellula tumorale del suo nutrimento, si creano le condizioni giuste per compromettere la sua sopravvivenza.

 

In questo articolo, ti parlerò di:

  • Perché la cellula tumorale ha bisogno di zucchero?
  • Tumori e alimentazione: la dieta chetogenica per affamare il tumore
  • Altri effetti della dieta chetogenica sulle cellule tumorali
  • Sinergia tra dieta chetogenica e trattamenti convenzionali (radioterapia, chemioterapia).

 

In un mio precedente articolo sulla dieta chetogenica, puoi trovare altre informazioni complementari a questo articolo: per es. gli alimenti concessi in chetogenica, altri benefici della chetogenica, come gestire la chetogenica, esempio di un menu tipo, etc.

 

Perché la cellula tumorale ha bisogno di zucchero?

La cellula tumorale ha bisogno di zucchero per ottenere energia per la sua sopravvivenza, attraverso un metabolismo anaerobio.

La cellula sana, invece, ottiene energia sia attraverso il metabolismo anaerobio, sia attraverso il metabolismo aerobio. Responsabili del metabolismo aerobio (respirazione) sono i mitocondri, particolari organuli cellulari.

Nella cellula tumorale i mitocondri sono danneggiati, non funzionano con efficienza come per le altre cellule. Ne consegue che non riescono a rifornire la cellula dell’energia che le serve per sopravvivere. La cellula tumorale ricorre quindi quasi esclusivamente al metabolismo anaerobio, che richiede zucchero.

Inoltre, con il metabolismo anaerobio si creano una serie di situazioni favorevoli alla cellula tumorale. In questo modo, essa si assicura la sopravvivenza perché si verifica:

  • una minore produzioni di specie reattive dell’ossigeno (ROS), pericolose per la cellula tumorale
  • una maggiore acidosi del sito tumorale, che favorisce l’invasione e la progressione del tumore (Branco AF et al., 2016)
  • la produzione di sostanze in grado di detossinare la cellula tumorale dai perossidi: si crea quindi un ambiente favorevole alla proliferazione tumorale.

 

Tumori e alimentazione: la dieta chetogenica per affamare il tumore

La dieta chetogenica può affamare il tumore perché limita lo zucchero, il nutriente preferito dalla cellula tumorale.

In una dieta chetogenica, infatti, l’apporto delle calorie è più o meno così distribuito:

  • carboidrati (zuccheri) → 10% delle calorie totali della dieta. Per darti un’idea, nella dieta Mediterranea l’apporto di carboidrati è di circa 55-60%, molto maggiore e nemmeno paragonabile a quello della chetogenica
  • proteine20% delle calorie totali
  • grassi / lipidiminimo 70% delle calorie totali.

Di seguito puoi confrontare la suddivisione dei macronutrienti nell’arco della giornata in una dieta chetogenica e in una dieta mediterranea:

dieta chetogenica - tumori

Come hai potuto leggere nel paragrafo precedente, il metabolismo delle cellule tumorali è basato sugli zuccheri/carboidrati. La dieta chetogenica, riduce drasticamente gli zuccheri a favore dei grassi. Questi ultimi possono per es. essere: olio extra vergine di oliva, burro con moderazione, frutta secca, semi, avocado, pesci grassi, etc.

Così facendo, la cellula tumorale riceverà un nutriente che non riesce a metabolizzare. È come se nella tua macchina diesel, tu mettessi benzina: oltre ai notevoli rischi e danni al motore, la macchina non andrebbe avanti!

Ugualmente, la cellula tumorale viene danneggiata e resta “affamata”… Proprio quello che si voleva!

 

Altri effetti della dieta chetogenica sulle cellule tumorali

Hai visto come il metabolismo alterato dei mitocondri sia il tallone di Achille della cellula tumorale. Non avendo mitocondri funzionali, si può cibare quasi esclusivamente di zucchero. Con la dieta chetogenica (scarsissima di zuccheri) si vanno a nutrire tutte le cellule, fuorché quelle tumorali. La sopravvivenza della cellula tumorale sarà quindi molto compromessa.

Ora vediamo in quali altri modi la dieta chetogenica ostacola le cellule tumorali.

 

Diminuzione dell’infiammazione

L’infiammazione è associata alla crescita tumorale.

Molti studi hanno dimostrato che le citochine infiammatorie, tra cui IL-6, TNF-α, IL-17 e COX2, sono associate a diversi tumori indotti appunto dall’infiammazione.

Grivennikov et al. (2009) hanno in particolare identificato l’IL-6 come una delle citochine pro-infiammatorie che stimolano la crescita e la sopravvivenza del tumore.

Un altro fattore, il TLR4 – recettore toll-like 4, è stato visto essere coinvolto in diversi modelli di tumorigenesi del topo (Mittal D et al., 2010). Melanomi e tumori al colon hanno un’espressione eccessiva di TLR-4. L’attivazione di TLR4 dipende dalla presenza di una proteina che viene rilasciata dalle cellule danneggiate e infiammatorie.

La dieta chetogenica abbassa il livello di infiammazione dell’organismo, quindi riveste un ruolo fondamentale nel gestire tumori e alimentazione.

 

Riduzione della massa grassa

La correlazione tra eccesso di massa grassa e cancro è ormai accertata. Ampie ricerche supportano il principio che alterazioni sistemiche, associate all’obesità, favoriscano la tumorigenesi. Queste sono state ampiamente descritte da Smith A. et al. (2018). La massa grassa porta ad un aumento di disponibilità di glucosio e trigliceridi, substrati utili per le cellule tumorali.

Inoltre, la massa grassa altera i segnali dei fattori di crescita che portano alla proliferazione delle cellule e all’aumento dell’angiogenesi.

Se il tessuto grasso si infiamma, si sviluppano alcune sostanze che promuovono ancora l’infiammazione e la crescita cellulare.

Nello studio di tumori e alimentazione, infiammazione e crescita cellulare rappresentano dei rischi da evitare.

Come puoi leggere nel mio precedente articolo sulla chetogenica, essa porta ad una diminuzione di peso, dovuto in particolare alla perdita di grasso in eccesso. In questo modo tutela l’organismo da infiammazione e crescita cellulare eccessiva.

                 

Riduzione della glicemia

Gli studi che dimostrano la capacità di ridurre la glicemia da parte della dieta chetogenica, in letteratura, sono numerosissimi. Questo aspetto è fondamentale, tra l’altro, per il trattamento del diabete.

Nel caso del trattamento del tumore, hai precedentemente visto il principio biologico per cui un controllo della glicemia consente di affamare la cellula tumorale.

                                     

Efficacia del sistema immunitario

La risposta reattiva del sistema immunitario risulta essere maggiore, in presenza di un’alimentazione povera di carboidrati e ricca di grassi, rispetto ad un’alimentazione standard.

Questo aspetto risulta particolarmente importante nella terapia delle neoplasie, in quanto significa:

– un aumento delle difese immunitarie nei confronti delle cellule tumorali e

– una soppressione del percorso con cui le cellule tumorali evitano l’azione del sistema immunitario su loro stesse.

                  

Mantenimento della massa magra

Un effetto molto importante della dieta chetogenica, è il mantenimento della massa magra, riscontrato in molti studi effettuati sulle patologie oncologiche.

Il mantenimento della massa magra è un elemento fondamentale in quanto migliora la prognosi e la qualità della vita dei pazienti oncologici.

Infatti questa condizione favorevole produce diversi effetti positivi, tra cui:

  • poter mantenere costante il metabolismo basale (che dipende dalla massa magra)
  • garantire buona funzionalità a organi, tessuti e ossa.

                  

Autofagia

La dieta chetogenica induce l’autofagia, affascinante processo di rigenerazione cellulare, in maniera del tutto simile a ciò che fa il digiuno. Per questo si può dire che la dieta chetogenica è una dieta mima-digiuno.

Unitamente all’autofagia, si ha anche la mitofagia, cioè una degradazione e sostituzione all’interno della cellula dei mitocondri non perfettamente performanti, con mitocondri efficienti. Le cellule tumorali, come abbiamo visto, hanno mitocondri disfunzionali, incapaci di portare a compimento il metabolismo aerobio. Possiamo quindi dedurre che l’autofagia, rigenerando anche i mitocondri, ha un ruolo preventivo e protettivo nei confronti della cancerogenesi.

Il vantaggio è che, a differenza del digiuno, la dieta chetogenica può essere adottata per un periodo relativamente lungo. Inoltre garantisce, come abbiamo visto, il mantenimento della massa magra.

Il digiuno, invece, è una condizione più impegnativa da seguire nel tempo e soprattutto non garantisce il mantenimento della massa magra, importantissimo per i pazienti oncologici.

                  

Aumento dello stress ossidativo all’interno delle cellule tumorali

La dieta chetogenica agisce come terapia adiuvante contro il tumore, sfruttando anche l’aumento dello stress ossidativo all’interno delle cellule tumorali.

Quando c’è la chetosi nutrizionale, infatti, le cellule tumorali sperimentano uno stress ossidativo maggiore rispetto alle cellule normali. Esse vengono quindi colpite dallo stress ossidativo che compromette la loro sopravvivenza in modo selettivo.

 

Sinergia tra dieta chetogenica e trattamenti convenzionali (radioterapia, chemioterapia)

La dieta chetogenica migliora l’effetto dei trattamenti convenzionali, come radioterapia e chemioterapia.

Numerosi studi dimostrano che la combinazione di dieta chetogenica e trattamenti convenzionali dà risultati più soddisfacenti dei soli trattamenti convenzionali o della sola chetogenica.

In particolare, la dieta chetogenica, combinata con i trattamenti convenzionali, ha comportato una crescita tumorale significativamente più lenta, a confronto dei soli trattamenti convenzionali.  Allo stesso modo, la sopravvivenza della persona è significativamente maggiore quando si combinano dieta chetogenica e trattamento convenzionale, rispetto al solo trattamento convenzionale (Allen et al., 2013; Zahra et al., 2017).

 

Conclusione

Nella ricerca del binomio tumori e alimentazione, è dimostrato che la dieta chetogenica è in grado di affamare il tumore. Essa è quindi una valida terapia dietetica per la cura del tumore. In particolare questo effetto è maggiore con l’abbinamento ai trattamenti antitumorali convenzionali.

Nel mio precedente articolo sulla chetogenica, puoi trovare altre informazioni importanti per comprendere appieno le potenzialità di questa terapia dietetica.

Inoltre, se vuoi approfondire l’argomento, ti consiglio i seguenti articoli scientifici che ho citato sopra:

  1. Allen BG, Bhatia SK, Anderson CM, et al. Ketogenic diets as an adjuvant cancer therapy: History and potential mechanism. Redox Biol. 2014;2:963–970. doi:10.1016/j.redox.2014.08.002
  2. Branco AF, Ferreira A, Simões RF, et al. Ketogenic diets: from cancer to mitochondrial diseases and beyond. Eur J Clin Invest. 2016;46(3):285–298. doi:10.1111/eci.12591
  3. Grivennikov S, Karin E, Terzic J, et al. IL-6 and Stat3 are required for survival of intestinal epithelial cells and development of colitis-associated cancer [published correction appears in Cancer Cell. 2009 Mar 3;15(3):241]. Cancer Cell. 2009;15(2):103–113. doi:10.1016/j.ccr.2009.01.001
  4. Mittal D, Saccheri F, Vénéreau E, Pusterla T, Bianchi ME, Rescigno M. TLR4-mediated skin carcinogenesis is dependent on immune and radioresistant cells. EMBO J. 2010;29(13):2242–2252. doi:10.1038/emboj.2010.94
  5. Smith LA, O’Flanagan CH, Bowers LW, Allott EH, Hursting SD. Translating Mechanism-Based Strategies to Break the Obesity-Cancer Link: A Narrative Review. J Acad Nutr Diet. 2018;118(4):652‐667. doi:10.1016/j.jand.2017.08.112
  6. Zahra A, Fath MA, Opat E, et al. Consuming a Ketogenic Diet while Receiving Radiation and Chemotherapy for Locally Advanced Lung Cancer and Pancreatic Cancer: The University of Iowa Experience of Two Phase 1 Clinical Trials. Radiat Res. 2017; 187 (6): 743-754. doi: 10,1667 / RR14668.1

 

Carla Mariotto - Biologa Nutrizionista e Kinesiologia

Dott.ssa Carla Mariotto

Biologa Nutrizionista e Kinesiologia