Quando, diversi anni fa, sentii parlare per la prima volta delle 5 ferite, mi trovavo ad un corso di formazione. Dalle prime informazioni che ricevetti in quell’occasione, ne rimasi subito affascinata. Mi veniva offerta una chiave di lettura delle personalità, della mia personalità. Ciò mi permetteva di comprendermi di più e di fare lo stesso nei confronti degli altri.
Insomma, avevo davanti un mondo che si apriva ai miei occhi e che mi avrebbe insegnato molto su di me e sulla vita.
Le 5 ferite sono: tradimento, rifiuto, ingiustizia, abbandono, umiliazione.
Esse sono state ampiamente descritte da Lise Bourbeau in vari libri, il primo è: Le 5 Ferite e come guarirle, Ed. Amrita.
In questo articolo potrai scoprire le caratteristiche di ciascuna ferita e, soprattutto, scoprire qual è la tua!
Nei prossimi 5 articoli dedicati ciascuno ad una ferita, avrai modo di conoscerle ancora meglio, in particolare la forma fisica associata a ciascuna ferita. Troverai le soluzioni pratiche per migliorare la tua forma fisica, stare bene e vivere appieno.
Infatti, ora so che le ferite che abbiamo dentro di noi ci condizionano fin tanto che non le conosciamo e non ne conosciamo le soluzioni.
Per esempio, nel caso dell’alimentazione, esse condizionano il modo in cui mangi, prepari e scegli i cibi e la quantità che ne assumi.
Ecco cosa leggerai qui:
- 5 ferite: quali sono?
- Le forme del corpo delle 5 ferite
- Tradimento
- La forma del corpo della ferita da tradimento
- Rifiuto
- La forma del corpo della ferita da rifiuto
- Umiliazione
- La forma del corpo della ferita da umiliazione
- Abbandono
- La forma del corpo della ferita da abbandono
- Ingiustizia
- La forma del corpo della ferita da ingiustizia.
Le 5 ferite: quali sono?
Le 5 ferite sono: tradimento, rifiuto, umiliazione, abbandono e ingiustizia.
Queste parole potrebbero istintivamente suscitare in te delle reazioni, delle emozioni. Può anche succedere che tu non sia consapevole della ragione per cui reagisci particolarmente nel sentire il nome di una ferita rispetto ad un’altra. Tuttavia, il tuo sistema corpo-emozioni-mente lo sa a livello profondo ed è per questo che potresti percepire un movimento dentro di te.
Solitamente, ognuno di noi presenta tutte le 5 ferite, ma ognuna in misura più o meno evidente, in particolare una di esse è la principale. Per esempio, potrebbe succedere che tu senta maggiormente la ferita da tradimento e in misura minore la ferita da rifiuto o ingiustizia, etc.
Le ferite si manifestano in molti ambiti della tua vita. Ne risulta che la tua capacità di gestire le situazioni è fortemente condizionata dalla tua ferita. E ciò significa che diventa: innaturale, difficile, problematica. Ecco degli esempi di condizionamenti:
- corpo: le ferite possono condizionare le forme del corpo, gli organi o parti del corpo, la capacità di dimagrire, la tendenza a ingrassare, etc.
- reazioni emotive: la modalità di reagire agli eventi dipende dalla ferita che più ti caratterizza
- relazioni di amicizia, sentimentali, familiari, lavorative, etc. Il modo di relazionarti con gli altri è condizionato dal bisogno che hai di proteggerti dalla ferita, per non soffrire
- vita lavorativa: quanto ti senti bene e realizzatə nel lavoro riguarda la tua capacità di andare oltre i limiti delle 5 ferite. Tuttavia, dipende anche da quanto sei in grado di mettere a frutto i tuoi talenti, che dipendono dalle 5 ferite
- etc.
Scopri di seguito come ti stai proteggendo dalla ferita.
Le forme del corpo delle 5 ferite
Le forme del corpo delle 5 ferite, riguardano l’apparenza, la protezione. Lise Bourbeau parla di maschera, termine appropriato per indicare una forma che sei statə costrettə ad indossare, ma che non è la tua originale.
Quando soffri per una ferita, cosa cercherai di fare? Farai di tutto per non soffrire ancora…
Per questa ragione indossi una maschera che credi possa proteggerti dalla sofferenza.
La maschera riguarda l’atteggiamento, ma anche la forma fisica, la postura, l’immagine. Essa ti dà l’illusione di avere il controllo su ciò che può succedere e quindi di poter evitare la causa della tua sofferenza.
Puoi sviluppare una forma fisica che ti aiuti a restare, a scappare, ad attaccarti agli altri, a ridicolizzarti, a sentirti perfettə, etc. Questi sono tutti atteggiamenti che ti aiutano a proteggerti.
Se hai paura di essere rifiutatə, per esempio, potresti scappare tu per primə, per evitare di sentire ancora il rifiuto. La forma fisica del rifiuto, infatti, è generalmente minuta, esile. È la forma di chi deve essere il più possibile leggero per andare via. È il caso per esempio dell’adolescente che scappa, si isola in un suo mondo immaginario.
Se hai paura di essere abbandonatə, generalmente ti attacchi agli altri, per non sentire più quell’abbandono. Ti rendi dipendente dagli altri, come leggerai in seguito. È il caso per esempio di chi non riesce a fare le cose da solə e esce solo se accompagnatə. Anche a questo atteggiamento corrispondono una determinata forma fisica e postura.
Ognuna delle 5 ferite è rappresentata da una determina forma fisica.
Ovviamente, la forma fisica e gli atteggiamenti adottati per non soffrire, sono una compensazione, nascondono chi sei tu veramente.
Puoi scappare tutta la vita, ma se lo fai per proteggerti, non è vita. Si può cercare di essere perfezionisti a tutti i costi, ma anche questa non è vita, se è la reazione a una ferita.
In questo percorso sulle 5 ferite avrai di fronte uno specchio in cui puoi osservare la tua maschera e la tua ferita. Questo è il primo passo per iniziare a smettere di soffrire. Nei successivi articoli ti darò anche le soluzioni per migliorare la tua forma.
Potresti riconoscerti più maschere contemporaneamente, probabilmente manifeste in misura diversa.
La forma del corpo e la maschera sono il mezzo più valido e concreto di comprendere la/e ferita/e che ti accompagnano.
Nel mio caso, per esempio, pur riconoscendomi in parte in quasi tutte le ferite, è indubbio che il mio corpo ne manifesta soprattutto una. È la ferita da tradimento, che, guardandomi, viene trasmessa al “primo colpo d’occhio”.
La ferita da tradimento
La ferita da tradimento è la ferita di chi si sente traditə nelle relazioni, nel lavoro, nei progetti, etc. Il tradimento si manifesta quando riponi fiducia in una persona o un progetto, ma sperimenti poi di aver riposto male la tua fiducia. Andiamo quindi oltre al tradimento di coppia, a cui avrai forse pensato.
Faccio di seguito alcuni esempi.
Un bambino che vede il genitore assentarsi da casa per tanto tempo, seppur per esempio per motivi lavorativi, potrebbe sentire una ferita da tradimento. “Avevo fiducia che tu rimanessi a casa con me, invece sei andato via”.
Rimanendo nell’ambito dell’infanzia, può essere vissuta come tradimento la mancata protezione da parte di un genitore, quando per esempio l’altro genitore è aggressivo o prevaricatore.
Anche la morte di un caro può essere vissuta come un tradimento: “Avevo fiducia che tu saresti statə con me per sempre”.
Per esempio, in ambito lavorativo, un collega che non adempie al suo incarico danneggiando il tuo progetto, può risvegliarti la ferita da tradimento.
Se ti identifichi in uno o più di questi esempi, probabilmente stai vivendo la ferita da tradimento. Questo vale anche se, non capendone ancora il motivo, senti che la parola tradimento ti tocca e risuona con una parte profonda di te. Potrebbe anche succedere che tu sia abbastanza inconsapevole della tua ferita, ma osservando la tua forma del corpo o maschera, puoi dedurre che una parte di tradimento c’è.
Il tradimento non ti porta a scappare, a nasconderti o a chiuderti in te stessə. Il tradimento semplicemente ti tiene fermo. Ti mantiene lì, dov’eri nel momento in cui ti sei sentito tradito. Blocca il flusso della tua vita perché rimani lì: a indagare, a chiederti il perché e il come sia potuto succedere. Ti porta a controllare tutto e tutti, impedendoti di lasciar andare.
Ci tengo a precisare che nel contesto delle ferite, non esistono colpevoli che ti hanno inferto la ferita. Molte volte le persone sono inconsapevoli del loro modo di comportarsi, siamo noi che reagiamo sentendoci feriti. Sta a te, sta a noi, risolvere la ferita per poterci sentire liberi e manifestare pienamente tutte le nostre risorse e qualità.
La forma del corpo della ferita da tradimento
La forma fisica/maschera della ferita da tradimento è quella del controllore.
Se ti sei sentitə traditə, d’ora in avanti cercherai di controllare tutto e tutti.
Per esempio, potresti essere:
- la persona che controlla il telefono del partner
- il collega che non riesce a delegare il lavoro agli altri
- l’amicə che vuole sempre fare a modo suo e non accetta suggerimenti
- il genitore che decide cosa è bene per il figlio, anche se il figlio è grande, etc.
Come si manifesta questo atteggiamento, nel tuo corpo?
Come vedrai negli articoli a seguire, a questa maschera corrisponde una particolare forma del corpo.
La donna ha solitamente una forma a triangolo rovesciato o a pera. I fianchi sono più larghi delle spalle, la parte inferiore dell’addome (sotto ombelico) è prominente.
L’uomo invece, ha le spalle ampie che occupano tanto spazio, anche la sua pancia (sotto ombelico) tende ad essere prominente.
Queste forme emanano un’energia di forza e di radicamento. Il corpo mostra la necessità di prendersi lo spazio per controllare. L’energia è ferma perché chi ha sentito il tradimento reagisce bloccandosi, indagando, ponendosi domande sul perché, su cosa sia sfuggito al suo controllo.
Nell’articolo che dedicherò alla ferita da tradimento, troverai le soluzioni per migliorare la tua vita. Si tratta di soluzioni pratiche che riguardano sia l’aspetto emotivo che quello nutrizionale riguardante la tua forma fisica.
La ferita da rifiuto
La ferita da rifiuto è di chi si è sentitə rifiutatə, respintə, non desideratə. Chi si sente rifiutato, si sente escluso dalla vita di qualcuno o di tutti.
È il caso, per esempio, del bambino che ha trascorso i suoi primi giorni di vita lontano dalla madre. Oppure della persona che si isola dal gruppo di colleghi, o dell’adolescente che non esce mai di casa.
Se ti trovi ad una festa, potresti non essere neanche vistə, qualcuno alla fine potrebbe dirti: “Ah, c’eri anche tu?… non ti avevo vistə…”. Questo succede perché la tua energia è quella di non essere presente anche quando ci sei. Per questo motivo, se ti siedi al ristorante, potresti essere la persona di cui il cameriere si dimentica.
La persona che ha la ferita da rifiuto tende ad allontanarsi per non sentirsi rifiutato.
Non sempre l’allontanamento implica un’azione fisica, può succedere che tu ti crei un mondo tutto tuo, immaginario. In questo modo, fuggi dalla realtà e ti rifugi dove non corri il rischio di essere rifiutatə.
Forse potresti aver fatto esperienza di relazioni in cui la persona da te amata, all’improvviso è sparita. Se non c’è stato un motivo concreto di rottura, potrebbe essere che questa persona sia scappata per la paura di essere in futuro rifiutata. Aveva quindi una ferita da rifiuto.
Come già detto, non è necessario che sia chiara l’esperienza che può averti fatto sperimentare il rifiuto (spesso noi non vogliamo vedere il nostro dolore). È sufficiente che tu ti senta toccato nel cuore, al solo sentire questa parola: rifiuto. Se così è, probabilmente una delle tue ferite è proprio questa. Oppure potresti riconoscerti nella maschera / forma del corpo del rifiuto.
Il rifiuto è la ferita che ti sposta, ti allontana, se non fisicamente, almeno con la testa. Mentre il tradimento è la ferita che radica alla terra/al momento, il rifiuto è la ferita di chi scappa, è già da un’altra parte.
Come ferita da rifiuto non hai il problema di non riuscire a lasciar andare, solitamente non ti leghi alle cose. Non ti interessi per esempio degli aspetti materiali (soldi, ricchezze, etc.), perché da essi verresti bloccato nella fuga. E lo stesso potresti fare con le relazioni, avendo difficoltà a legarti nelle relazioni d’amore, di amicizia.
La forma del corpo della ferita da rifiuto
La ferita da rifiuto indossa la maschera del fuggitivo, colui che fugge per paura di essere rifiutato.
La forma del corpo di chi ha questa ferita è solitamente minuta, magra, striminzita, è come se cercasse di occupare poco spazio. Anche il volume della voce potrebbe essere basso, per non farsi sentire.
Cerchi di non farti vedere. Per questa ragione potresti indossare abiti che non attirino l’attenzione, per esempio di colore nero.
Puoi aver manifestato episodi di rifiuto del cibo.
Può anche accadere che il tuo corpo trasmetta la sensazione di frammentazione. Succede quando le parti del corpo sembrano appartenere a persone diverse. Per esempio, una ferita da rifiuto potrebbe avere delle mani grandi e un corpo piccolo. Oppure, potrebbe essere il caso di una testa importante e un corpo troppo minuto rispetto ad essa.
La ferita da umiliazione
La ferita da umiliazione è la ferita di chi si è sentito non all’altezza, sminuito, inadeguato. L’umiliazione è di chi pensa di aver deluso le aspettative degli altri.
Potresti esserti sentitə dire che non eri abbastanza: grande, bravə, simpaticə, intelligente, bellə, etc.
Per esempio, un insegnante potrebbe umiliare uno studente, quando sottolinea pesantemente i suoi limiti, anziché esaltarne le qualità.
Un genitore che dice al figlio: “Tu sei troppo piccolo per capire queste cose” oppure “Faccio io, che tu sei piccolo”, può risvegliargli l’umiliazione.
La ferita può essere risvegliata anche attraverso le azioni. Per esempio, quando qualcuno si sostituisce a te nello svolgimento di alcuni compiti, impedendoti di diventare autonomə. Ciò equivale a dire: “Sei troppo piccolo, incapace, lento,… meglio che faccia io che sono più grande, capace, veloce, etc.”.
Potresti averla sentita quando hai percepito che qualcuno si vergognasse di te. Per esempio se da bambino ti sporcavi eccessivamente e sentivi disgusto da parte dei tuoi genitori.
La forma del corpo della ferita da umiliazione
La forma del corpo / maschera della ferita da umiliazione è quella del masochista.
Ciò significa che per non sentire l’umiliazione da parte degli altri, ti umili tu da solə.
Per esempio, sei il primo a metterti in ridicolo: sporcandoti, dandoti dell’incapace, facendo ridere gli altri a tue spese, etc. Parli male di te, ti metti in cattiva luce.
Ti dimentichi delle tue necessità e fai di tutto per gli altri.
Le persone con la ferita da umiliazione sono spesso persone che lavorano tantissimo per gli altri. Per esempio, potresti essere in grado di svolgere tante mansioni perché hai imparato a fare il lavoro degli altri, con l’intento di aiutarli.
A casa, potresti occuparti delle pulizie, della preparazione dei pasti, della spesa, dei figli, dei suoceri, delle bollette, etc.
Dal punto di vista fisico, la ferita da umiliazione presenta un corpo ampio, soprattutto nella zona dell’addome, dove si può osservare un notevole gonfiore, infiammazione. È la cosiddetta forma a mela, sia nell’uomo che nella donna. La parte alta (spalle e addome) occupa molto spazio rispetto alle gambe. Il corpo si irrobustisce e prende peso per poter sostenere tutti gli impegni e le responsabilità.
Il suo corpo ingrassa, esprimendo il bisogno di prendere lo spazio, che lui dentro di sé non sente di avere, perché si sente sempre in difetto.
Il movimento di questa maschera è di occupare più spazio, quindi deborda, si prende lo spazio (il riconoscimento) che gli manca dentro.
Ferita da abbandono
La ferita da abbandono è la ferita di chi ha sentito o visto qualcun altro andarsene via, allontanarsi. Mentre il rifiuto non implica necessariamente un allontanamento dell’altro, nell’abbandono chi abbandona se ne va, si allontana. Chi rimane, resta solo.
L’esperienza che viene subito in mente è l’abbandono del figlio da parte di un genitore. Ma molto spesso potresti vivere un abbandono in situazioni apparentemente ordinarie. Per esempio, quando il partner si allontana per motivi di lavoro. Oppure è il caso di un tuo amico che decide di cambiare città o paese.
Cosa succede se ti senti abbandonatə? Quale sarà la tua reazione?
Per non sentire più questo dolore, ti attaccherai agli altri.
La ferita da abbandono è una persona che non riesce a stare da sola, ha bisogno di avere sempre qualcuno accanto. Quindi, potresti uscire solo se con amici, iniziare un corso solo se accompagnatə da qualcuno, lavorare solo se sei in team. Probabilmente è la tua ferita se ti capita di dire a qualcuno: “Ci vado solo se vieni anche tu”.
Se la ferita da abbandono è molto evidente, questa tendenza è esagerata e sicuramente accade esattamente il contrario di quanto l’abbandonatə si aspetta. Cioè, le persone scapperanno perché si sentiranno oppresse da questo atteggiamento. E la persona si sentirà ancora più sola.
Creandosi dei legami di dipendenza, l’abbandonato raggiunge il suo obiettivo di stare sempre con qualcuno, anche se questo ha un prezzo. Infatti, nel bisogno di fuggire dalla solitudine, spesso si accompagna a qualsiasi persona oppure a persone poco adatte. Non sceglie le persone.
Non riescono a godersi i momenti di solitudine, in quanto in quei momenti rivivono ancora un abbandono.
Il movimento di questa ferita è l’avvicinamento agli altri. Mentre il fuggitivo scappa, il tradito resta, l’abbandonato si avvicina, si attacca.
La forma del corpo della ferita da abbandono
La forma del corpo / maschera della ferita da abbandono è quella del dipendente.
Come hai letto sopra, la maschera dà al ferito l’illusione di soffrire di meno. Rendendosi dipendente dagli altri, questa persona allontana il rischio di essere da sola.
La sua forma fisica esprime la tendenza a non riuscire quasi a stare in piedi da solo. Infatti, il corpo è solitamente poco tonico e dà l’impressione di essere come un sacco vuoto. Le spalle cadenti, la colonna curva danno l’idea che la persona si stia accasciando. Ci sono alcune parti del corpo flaccide e cadenti: per esempio la pancia, i glutei, le spalle, le braccia.
Tantissime volte, ho riconosciuto la ferita da abbandono, grazie alla voce della persona: piagnucolante e lamentosa. Spesso la modalità di parlare sembra quella di un bambino bisognoso (di attenzioni).
La ferita da ingiustizia
La ferita da ingiustizia è della persona che non si sente riconosciuta e apprezzata nel suo valore. Si è sentita apprezzata più per ciò che faceva che per quello che era (il suo valore). Ha compreso quindi che essere giusta e efficiente, fare bene le cose, possibilmente “perfette”, era l’unica strada per sentirsi riconosciuta.
È quindi la persona che cerca di essere giusta, che lavora tanto per fare bene le cose, che pretende tanto da se stessa.
Osserva se anche tu, per esempio, non concludi un lavoro fino a quando non lo consideri “perfetto”. Osserva se per te è inaccettabile pensare di essere statə ingiustə nei confronti di qualcuno.
Poiché la ferita da ingiustizia crede che a nessuno importi chi è e ciò che sente, impara a spegnere la voce delle sue emozioni. Non sei quindi abituatə a parlare di ciò che senti.
Un po’ alla volta, questo ti porta anche a non sentire i tuoi bisogni. Per esempio, puoi dimenticarti di mangiare, se stai lavorando o se hai “cose più importanti da fare”.
Allo stesso modo non senti il dolore, perché non ascolti i messaggi del tuo corpo. Potresti per esempio scoprire di avere un livido importante sul ginocchio, senza esserti mai accortə di aver preso una botta. Potresti lavorare con la febbre, sostenendo che “non è niente”. Infatti “sarebbe profondamente ingiusto darsi per malatə, quando tutti gli altri lavorano”.
Inoltre, non riconosci il bisogno di recuperare, quindi ti costringi a ritmi serrati, senza concederti dei momenti di relax o di vacanza.
Se ti riconosci nella ferita da ingiustizia sei la persona che più facilmente si può mettere a dieta. Sarai rigorosə, ti atterrai perfettamente alle indicazioni ricevute perché vorrai raggiungere la forma fisica che ritieni “perfetta”…
La forma del corpo della ferita da ingiustizia
Come già detto, la paura di soffrire ci porta a crearci una maschera, dietro la quale abbiamo l’impressione di non soffrire per la ferita.
La forma del corpo / maschera della ferita da ingiustizia è quella del rigido.
Infatti è la persona che può avere la schiena o le gambe rigide, ha per esempio difficoltà nel flettersi con il busto. Inoltre può soffrire di mal di schiena.
Ho praticato Pilates per diversi anni, ma i miei miglioramenti nel recupero di elasticità erano molto lenti rispetto alle mie compagne. Accanto a me, le guardavo mentre facilmente si flettevano per toccare i piedi con le mani. Io ci riuscivo solo dopo duri allenamenti! Ho capito solo più tardi che ciò era un’eredità della mia ferita da ingiustizia…
La rigidità della ferita da ingiustizia, si può manifestare anche attraverso una pelle poco elastica.
Se hai la ferita da ingiustizia, molto spesso starai con le braccia incrociate. È un atteggiamento che sembra chiudere la comunicazione emotiva, la possibilità che sia tu che l’altro possiate sentire le tue emozioni.
Il fisico della ferita da ingiustizia è spesso ben proporzionato: la vita è stretta, mentre bacino e spalle hanno la stessa larghezza. Siccome cerchi di stare attentə all’alimentazione, sei una persona che difficilmente ingrassa. Se succede, lo vivi come una cosa ingiusta, una cosa che non sta bene. Non apprezzi veramente il cibo, la cosa importante è che sia quello “riconosciuto giusto, adeguato”.
Conclusione
Immagino che ti sia riconosciutə almeno in una di queste ferite!
Anzi, è molto probabile che tu abbia riconosciuto parti di te in ognuna di esse. È così un po’ per tutti, ma sappi che generalmente per ognuno di noi c’è una ferita più importante delle altre. È quella che senti più tua, soprattutto quella che corrisponde alla tua maschera e alla tua forma del corpo.
Ti aspetto quindi ai prossimi articoli, dove scoprirai, ferita dopo ferita, i segreti per stare meglio con te stessə e migliorare la tua forma del corpo.
Se vuoi conoscere altro sulle 5 ferite e sul rapporto emozione-corpo, ti consiglio i seguenti libri:
- Lise Bourbeau, Le 5 ferite e come guarirle, Ed. Amrita
- Lise Bourbeau, Cosa ci spinge a mangiare anche senza fame, Ed. Amrita

